Cose dette quasi per caso...
almeno così saremo in due a domandarci se siamo soli. io e Sololuisa
Camil e il suo angolo (bloggoso anch'esso)
Ecco un'altro link ad un Blog d'eccezione, quello di Martina
Eccolo il Blog che mancava per dire..."li ho visti proprio tutti", il Profaneart di Zero
Evviva i titoli gotici! Tremate leggendo il "Regno del crepuscolo"
Osare, spingersi oltre, mettere sale nella vita, provate anche voi
Parole, parole parole, parole del Vigne
Per non far torto a nessuno aggiungo il link al Bloggoso blog di Marmicca!
Qui linko il blog di una persona stupenda, Kismat
racconti di libertà per Ricominciare a volare
Un blog che tratta con gusto le cose di buon gusto, the boffin family
Un giorno creddi e lo credo ancora adesso
avete curiosato *loading* volte
L'uomo moderno è attanagliato da mille problemi, il più grande dei quali è: "Cosa guardo in TV stasera?".
Si, è vero, l'uomo moderno, colto e raffinato oltre che grand viveur, avrebbe anche mille alternative; può andare alle soiree teatrali, al vernissage artistico, in discoteca (ma con un pass V.I.P. che gli consenta di andare nel privee), una serata la può passare con l'escort nel bodoir dopo una cena al "Chez Maxim", se vuole abbandonarsi a pleonanismi popolani, magari il mercoledì va al cinema (ma in un cinema d'essai, per godere di una retrospettiva su qualche noto regista).... tutte cazzate.
L'uomo moderno non ha voglia di cagate. Alla sera torna sfatto dal lavoro, di sta stagione ha addosso quell'odore che ha il panno di pelle di daino per pulire i vetri, e vuole mangiare. I tempi di Fantozzi con "birra Peroni frittata di cipolle e rutto libero" tutto sommato non sono così lontani. Ecco allora che prende lo scettro del podere (Pron: telecomando) e comincia una dura ricerca per l'etere alla ricerca di qualcosa da vedere. Il novello Indiana Jones è così concentrato che nemmeno la sua compagna di vita in tanga e tacco fetish potrbbe smuoverlo (per il sesso avrà tempo al primo spot pubblicitario). Nasce così "l'uomo a casa" figura mitologica mezzo uomo e mezzo macchina, che urla al cielo (soffitto) tutto il suo dolore.
« Perchè, perchè dio dei palinsesti, quando sono a casa mi mandi in onda solo delle brutture che mi fanno rimpiangere l'abbonamento a Sky, mentre quando ho da fare, non ci sono, o sono a mangiare una pizza mi piazzi i migliori film della stagione? Perchè mi propini le repliche del commissario Quandt alle 20.30 mentre le migliori sit-com le mandi in seconda serata anche se non vi si vede una sisa nuda a pagare? Perchè "Rumori fuori scena" con Michael Caine lo mandi in onda alle 4.15? »
Misteri della fede.
Ah...dimenticavo, se voi siete "una sua lei" non sprecate il vostro tempo con tanga e tacchi orgasmici con lui, la fuori ci sono un sacco di uomini interessanti che vanno ai vernissage, a vedere il cinema d'essai in discoteca...
Qualche tempo addietro (luglio 2004) scrissi una indispensabile guida agli States, solo oggi, e ammazza quanto passa il tempo quando non hai nulla da fare, mi accorgo che è giunta l'ora di porre un secondo capitolo a questo utile vademecum, è quindi il tempo della: Guida agli Stati Uniti d'America di BlackSand. Bando alle ciance, qui si fa sul serio.
Non se ne abbiano a male i fans di Guccini (se ce ne sono che passano di qua) se prendo in prestito un pezzetto dell'incipit, è tutta citazione.
Il problema non è tanto scrivere, ma cosa scrivere. Come riempire 'sti papiretti (citazione anche questa, ma non da Guccini). In passato, e quanto passato, ho parlato dell'orribile fiumana che sono i miei pensieri, di come sia difficile, per me, riuscire a tenerli fermi ed ordinati in modo da riuscire a gestirli... Adesso vorrei solamente abbandonarmi un po' al piacevole silenzio della notte, chiudere gli occhi e respirare il dolce profumo del glicine portato dalla brezza che viene dal mare, se la strada chetasse un po' il suo borbottio di sottofondo il mio sogno sarebbe completo...
Stars shining bright above you
Night breezes seem to whisper "I love you"
Birds singin' in the sycamore tree
Dream a little dream of me
Say nighty-night and kiss me
Just hold me tight and tell me you'll miss me
While I'm alone and blue as can be
Dream a little dream of me
Stars fading but I linger on dear
Still craving your kiss
I'm longing to linger till dawn dear
Just saying this
Sweet dreams till sunbeams find you
Sweet dreams that leave all worries behind you
But in your dreams whatever they be
Dream a little dream of me
Stars fading but I linger on dear
Still craving your kiss
I'm longing to linger till dawn dear
Just saying this
Sweet dreams till sunbeams find you
Sweet dreams that leave all worries far behind you
But in your dreams whatever they be
Dream a little dream of me
«Dal profondo.
Prima si sente solo un lontano ronzio. Più mi avvicino, più il ronzio cambia, si concretizza, diventa un rombo.
Il flusso mi spiange a correre.
Sono io o sono un'entità coagulata?
Siamo cento, mille, un milione. O sono sempre io? Forse, come un gigante troppo alto, ho smesso, anche se solo per un attimo, di sentire le mie estremità, ho perso i contorni, prima definiti, del mio corpo.
Ma e così che voglio restare, un'entità coagulata, enorme ed inerme al passare della corrente, qualcosa di così puro e perfetto nella sua disomogeneità, da rendere un nuovo senso al concetto di narcisismo.
Purtroppo è troppo tardi.
Una forza mi spinge o mi trascina, non so bene, e mi trovo qui a cadere, cadere e cadere...»
Magari così la vede l'acqua del rubinetto. Per me è solo riempire un bicchiere per bere.
Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono. Non sono quello che sembro. Solo, sembro quello che sono.
Dentro ogni clown che ride, c'è un clown più piccolo che piange.
Dentro ogni clown che piange, c'è un clown più piccolo che sbraita.
Dentro ogni clown che sbraita, c'è un clown più piccolo che si dimena.
Dentro ogni clown che si dimena, c'è un clown più piccolo che sonnecchia.
Dentro ogni clown che sonnecchia, c'è un clown più piccolo che fa finta di essere impassibile.
Dentro ogni clown che fa finta di essere impassibile, c'è un clown più piccolo che si fuma una sigaretta in tutta pace.
Dentro ogni clown che si fuma una sigaretta in santa pace, c'è un clown più piccolo che si da' da fare per far ridere Il clown più grande.
Per cercare di correggere un errore che avevo fatto nel post precedente ho cancellato tutto, mi dispiace... Mi dispiace soprattutto per chi era già passato a salutarmi come Luisa e FulviaLeopardi, scusatemi, ma in mia difesa posso solo dire di essere un uomo e in quanto tale vittima della mia stessa natura fallace (la metto giù pietosa per farmi perdonare...).
per compensare all'errore sostituisco il post notturno di questa notte , sperando di non suscitare troppa delusione...
Stamattina mi sono alzato tardi, dopo aver fatto le ore piccole ieri notte, non dovevo andare da nessuna parte, e non avevo impegni precisi, così sono potuto uscire sul balcone di casa e godermi il sole tiepido sulla mia pelle invernale, e godermi lo spettacolo del mare, placido, che riflette in scaglie argentate la luce, tutto d'un tratto un fremito nell'aria, poi la brezza da sud, sferzante, che arriva carica di profumi e mi posa addosso un po' di sale, socchiudo gli occhi, mentre alcune nuvole corrono nel cielo togliendomi la luce. Non è come ieri notte, non percepisco più quella pace discreta nell'aria, ora tutto il panorama ha ricominciato a fremere di vita, ovunque c'è attività febbrile e a me piace essere l'unico esempio controcorrente, forse tornerò sul balcone per godermi ancora qualche attimo di vento di mare.
Giust'appunto perchè non sapevo che titolo dare al post, e giust'appunto perchè sto ascoltando Jevetta Steele mentre interpreta il leggendario brano portante di "Bagdad Cafè", non perchè stia chiamando realmente qualcuno...
Anzi, se devo essere assolutamente sincero, il mio cellulare tace da un bel po', questo può significare solo una cosa, tutti coloro che sono interessati a sentire la mia voce (se togliamo la mamma, mi sa che devo togliere pure il plurale), hanno altro da fare, tanto meglio, così mi posso godere questa prima giornata primaverile (perdonatemi il bisticcio di parole) riascoltando un po' di quei brani piacevolmente oziosi, di quelli che si tirano fuori solo per mettersi placidamente alla finestra o in quelle serate fumose in cui ci piace parlare a bassa voce con tono caldo (Barry White mode: ON).
Insomma, avete capito, no? Quei bei classici Jazz, Blues & Soul di una volta, roba della portata di "Smoke gets in your eyes", del grande Satchmo o "Dream a little dream of me" cantata da Mama Cass, brani che riuscirebbero a placare anche l'animo di un investitore di Bot Argentini e che ti catapultano nei "good 'ol days".
Come alcuni di voi avranno intuito questo ampio cappello introduttivo non vuol dire assolutamente nulla, ma d'altronde, che senso ha parlare, quando la musica fa già tutto?
One more kiss, dear
One more sigh
Only this, dear
It's goodbye
For our love is such pain
And such pleasure
And I'll treasure till I die
So for now, dear
Aurevoir, madame
But I'm how-d'ye, not farewell
For in time we may have a love's glory
Our love story to tell Just as every autumn
Leaves fall from the tree
Tumble to the ground and die
So in the springtime Like sweet memories
They will return as will i
Like the sun, dear
Upon high We'll return, dear
To the sky And we'll banish the pain and the sorrow
Until tomorrow goodbye
One more kiss, dear
One more sigh
Only this, dear Is goodbye
For our love is such passion
And such pleasure
And I'll treasure till I die
Like the sun, dear
Upon high
We'll return, dear
To the sky
And we'll banish the pain and the sorrow
Until tomorrow goodbye
Non che io abbia da spiegare niente a nessuno, figuriamoci, l'ignoranza è l'unica cosa che mi posso permettere e cerco di sfruttarla al massimo.
Però ho delle opinioni, quelle costano poco e se ne trovano in ogni dove, per cui, perchè non esporre le mie?
C'è chi partirebbe dicendo che l'amore è una cosa, quella cosa... io prendo in prestito le parole di chi ci sà fare e dico che l'amore è un verbo. Amore è fare, costruire, agire, l'amore può essere insensato, come lo è la gioia , l'amore è una forza della natura che ci fa muovere fuori dal tempo, che ci fa vedere cose che non potremmo vedere con gli occhi della ragione. Amore è, non può essere che questo. Si, non può essere che questo.
Io ti canto dolce candela
che tu sia di tua luce amante.
sono la fiamma e la falena
come verità ed amore.
Per amore danzo nel fuoco,
per te l'amo... non ho altro amore.
La mia passione si spegnerà
nella fiamma che ti consuma.
N'ella luce io danzo, per il fuoco d'amore
Amo si fuoco per tè.. .altro amore non ho.
Io ti canto bella falena
che tu sei di mia luce amante.
tu non conosci la verità...
Il tuo volo è un 'illusione.
Amo me stessa e la mia morte.
con me arde il fuoco, non io nel fuoco
E quando all'alba mi spegnerò
di me traccia non resterà.
Dopo essere stato un medio desaparecido (qualcuno mi ha infilato in testa questo termine), dopo aver ascoltato Rondò alla Turca, dopo aver letto Blake, dopo aver visitato Lucca, Torino, Milano, Rimini (che, non se la prendano i Riminesi, in bassa stagione è desolata come il confine tra West e l'infinito) ed aver consumato un po' di suole, dopo aver smesso di fumare le (mie) sigarette e aver preso dei mediocri calci nel culo dalla vita (ma si potrà dire "vita" in internet?) son tornato.
Son tornato per visitare altri posti, altre "case", per ascoltare nuove opere e operette, per consumare un po' di tasti, per tornare a respirare il fumo dei sogni altrui e per prendermi le uova che, copiose, cadranno sulla mia testa.
Adesso mi accendo una sigaretta (fregata da un pacchetto, quindi non mia) e faccio due calcoli: penso a tutti quelli che ho conosciuto in questo tempo, penso ai Blog che son cambiati (quasi tutti), a coloro che si sono accorti (con sorpresa, con rabbia, con tristezza, con disinteresse o con il sardonico sorriso di chi sa che prima o poi il boomerang compie il giro e torna al mittente) che me ne ero andato, e, dato che in matematica sono una sega completa, non ne traggo nessun risultato.
Ormai sono un vecchio cane che non impara più trucchi nuovi, chissà se avrò qualcosa di spettacolare da tirare fuori dal cilindro? Chissà se avrò un pubblico? Il tempo, passando mi dirà, e io non imparerò una sega manco da quello.